Domenica 13 dicembre ricorre la Giornata Diocesana per Carità della Diocesi. Nella sua lettera don Antonio Romano, Vicario Episcopale per la Carità, propone alle comunità e ai sacerdoti di contribuire all’Avvento di Carità con un gesto di condivisione presbiterale verso quei “fratelli e sorelle tra i più dimenticati, proprio in nome di quella testimonianza alla luce cui il Vangelo di questa domenica ci chiama”.
Salerno, 8 dicembre 2020
“Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce” (Gv 1, 6-8) È da qualche anno che la nostra Chiesa diocesana ha adottato l’abitudine di sensibilizzare le nostre comunità parrocchiali ad un gesto forte e concreto di carità a favore dei più bisognosi nei due tempi forti di Avvento e Quaresima. Queste due giornate vanno così ad assommarsi alle altre collette obbligatorie dell’anno. Quest’anno, a causa di questo momento molto difficile per tutti, siamo stati costretti ad abolire alcune collette obbligatorie, ma abbiamo voluto non tralasciare queste due specifiche per la carità, per poter dare un segnale forte di una Chiesa che sempre intende farsi prossima verso coloro che maggiormente sono in condizione di bisogno, solitudine e sofferenza. Così come ci ricorda Giovanni in questa terza domenica d’Avvento, noi siamo chiamati ad essere “testimoni” per dare testimonianza alla luce. In un momento così buio per tutti, in cui impera la tristezza e l’angoscia, dobbiamo essere testimoni di luce, e testimoni credibili. Ecco perché il nostro annuncio della buona novella del Cristo, per essere credibile, deve essere accompagnato da segni concreti di vicinanza e di luce. Da anni la nostra Caritas diocesana accoglie alcuni nostri fratelli senza fissa dimora presso il dormitorio “Gesù Misericordioso”; così come pure i padri Saveriani presso il loro Istituto e i padri Cappuccini all’Immacolata con l’associazione don Giovanni Pirone. Quest’anno, a causa del Covid-19, i posti a disposizione per accogliere la notte questi nostri fratelli si sono dimezzati, per le opportune norme di prudenza. Questo è il motivo per cui alcuni di essi non trovano posto presso queste strutture. Spinti dalle parole di Giovanni ad essere testimoni della luce, abbiamo pensato di proporre alle nostre Comunità, e a noi stessi sacerdoti, di adottare questi nostri fratelli, aderendo ad un piccolo progetto di sostegno per alcuni di loro. L’Arcivescovo sottolinea che sarebbe bello e significativo proprio il fatto che, insieme alle comunità, anche ogni sacerdote contribuisse personalmente a questo “Avvento di carità”, facendo così un gesto – anche piccolo – di condivisione presbiterale verso questi fratelli e sorelle tra i più dimenticati, proprio in nome di quella testimonianza alla luce cui il Vangelo di questa domenica ci chiama. Siamo infine consapevoli che le nostre Comunità stanno soffrendo tanto, ma proprio l’invito ad allargare gli orizzonti dello sguardo e del cuore potrà essere un’ulteriore occasione che il Signore offre per affrontare questo periodo misterioso e drammatico con maggiore umanità e speranza. Grazie di cuore per tutto quello che potrete fare.
Don Antonio Romano – Vicario episcopale per la Carità
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