Ciao Don Enrico, kalimera nei nuovi cieli

Ciao Don Enrico, è questo il saluto che si usa per gli amici, perché se qualcuno ti chiedeva qual era il tuo stato civile, a te piaceva rispondere “un amico prete più che un prete amico”. La laicità è stata una delle tue parole d’ordine, in nome della quale incontrare nomi e volti di cui ricordare le storie e immancabilmente le date dei compleanni e degli onomastici di ciascuno, a cui fare una proposta di fede autentica, basata non sullo sforzo o sull’impegno, ma sulla scelta libera per amore,che dicevi essere più cogente della legge ed era vero. Ce lo dimostravi con l’amicizia fedele e costante, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tu c’eri sempre, ad ascoltare, ma anche a stimolare con domande pungenti, a riflettere sulla realtà e sulla politica, a ricordarti il passato con una precisione scientifica, a ridimensionare persone e situazioni con il tuo umorismo goliardico, tipico della militanza in azione Cattolica, impegnata sì, ma sempre col sorriso sulle labbra. A salvarti la memoria e la lucidità sono stati la lettura quotidiana de La Repubblica, l’acquisto di libri di politica e spiritualità fuori dagli schemi, che facevano impazzire le suore paroline e intuire le nuove prospettive spirituali dell’umanità. La tua categoria preferita? La prossimità. Quella più ostile? La parola vuota, l’azione sterile, l’apparire piuttosto che l’ essere, piuttosto che la verità e i fatti. In nome del tuo Dio scomodo ci invitavi a scelte continue di sobrietà, andavi incontro soprattutto ai lontani dalla chiesa,stringevi la mano a tutte le persone in chiesa a Pasqua e a Natale durante il segno della pace, celebravi la messa da seduto, con i trenta chili che ti erano rimasti dopo un mese al Cardarelli per esserti ustionato mentre facevi anche il sacrestano. Hai spinto sempre te e noi a rialzarci se cadevamo,in nome della preferita tra le tue parole d’ordine, la speranza, che per te era sempre il limite primo oltre il quale gettare il cuore e le ultime resistenze, la strada del cammino durante la notte.È quando negli ultimi tempi la salute ti aveva giocato qualche scherzetto in più, a chi ti incontrava chiedendoti come stavi, sperando ben oltre la morte, rispondevi come la canzone: “ Mi dispiace di morir, ma son contento”.
L’ultimo pensiero vogliamo dedicartelo noi donne, le donne che hai sempre valorizzato nella chiesa e nell’amicizia in modo particolare, le donne che vedevi protagoniste nella società e nella famiglia, le donne a cui, dicevi, di aver rinunciato, perché avevi fatto una scelta di povertà, mentre con esse saresti stato troppo ricco. Noi donne vogliamo dirti grazie, così come lo dicevi a noi, alla fine di ogni anno pastorale che avevamo speso al servizio della parrocchia, con una rosa, una semplice rosa, bella e profumata di buono come la gratuità, ma sicure nello stesso tempo che ora qui in mezzo a noi da una parte esorterai tutti a scontare dell’80% queste parole e questi elogi che ti abbiamo appena rivolto, dall’altra tutti e in particolare noi donne a non smettere mai di di impegnarci perché, come dicevi tu, siamo create come perle, siamo create per essere donate.
E allora kalimera, don, in greco buongiorno, ti piaceva dirlo così, in ricordo degli studi al seminario, buona giornata nei nuovi cieli e nella nuova terra che amavi tanto, per essere stella che ancora una volta, responsabilmente, sia luce per tutti.

 

Nato ad Eboli il 25 maggio 1935, ordinato da S. E. Mons. Demetrio Moscato il 5 luglio 1959 presso la Cattedrale di Salerno, fu nominato Parroco della Parrocchia di S. Lorenzo in Pizzolano e S. Andrea in Villa di Fisciano dal 1959 al 1964. Dal 1964 al 1981 fu Parroco del Ss. Salvatore in Calvanico e poi fu nominato Parroco della Parrocchia di Gesù Risorto in Salerno dal 1981 al 2012. Nel 2012 fu nominato vicario parrocchiale presso la Parrocchia Gesù Redentore in Salerno.

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4 thoughts on “Ciao Don Enrico, kalimera nei nuovi cieli

  1. grazie per le belle parole che rispecchiano tanto la figura di zio Enrico, don Enrico . grazie per il vostro affetto.

  2. Carmine De Nardo

    Parole molto intense che riempiono ogni vuoto e che esprimono un mondo spirituale che non deve mancare. Grazie Stefania per la tua testimonianza.Carmine De Nardo

  3. Bellissime parole che racchiudono l’essenza di una vita spesa per gli altri ma sempre con gioia ed umiltà. Grazie per il grande esempio che ci hai voluto donare, don Enrico, vera eredità per tutti quelli che ti hanno seguito perché ormai la strada è tracciata.

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